Era in un dedalo. Un incantesimo che non voleva fine.
Ogni calle sembrava nuova.Eppure era sempre la stessa.
Camminava senza ricordare.Sembrava che ogni passo fosse il primo.
E anche l’ultimo.Arrivò al traghetto di San Tomà.
Un gondoliere l’aspettava.
Lei salì senza chiedere.
Pagò con una moneta sudata.La gondola si mosse.
Lenta.
Come Caronte,
ma senza morte.
Brano tratto dal romanzo “Il tuo gatto è dentro il mio giardino” → Scheda del libro
Dal romanzo alla storia
Nel romanzo Il tuo gatto è dentro il mio giardino, il Traghetto di San Tomà non è soltanto un mezzo per attraversare il Canal Grande. È una soglia, un breve passaggio sospeso tra due rive che accompagna i personaggi verso un nuovo capitolo della vicenda.
Il tragitto dura appena pochi minuti, ma il tempo sembra rallentare. Mentre la gondola scivola sull'acqua, il rumore della città si attenua e Venezia mostra il suo volto più autentico. È uno di quei luoghi in cui il movimento conta più della destinazione: un momento di transizione, di riflessione, quasi un confine invisibile tra ciò che è stato e ciò che sta per accadere.
Nelle pagine del romanzo, l'attraversamento del Canal Grande diventa così una metafora del cambiamento. I protagonisti lasciano alle spalle certezze apparenti e si avvicinano, inconsapevolmente, ai misteri che la città custodisce.
Dietro questa atmosfera narrativa esiste un luogo reale che continua a svolgere la stessa funzione da secoli. Ancora oggi il Traghetto di San Tomà collega le due rive del Canal Grande con una semplice gondola da parada, permettendo a residenti e visitatori di vivere uno degli ultimi gesti quotidiani rimasti immutati nella Venezia contemporanea.
Più che un'attrazione turistica, è un piccolo frammento di storia ancora vivo, dove ogni attraversamento racconta il legame profondo tra la città, la sua laguna e le persone che la abitano.
Il Traghetto di San Tomà
L'antico attraversamento del Canal Grande che continua a vivere
A Venezia esistono luoghi che i turisti fotografano e altri che i veneziani semplicemente usano. Il Traghetto di San Tomà appartiene a questa seconda categoria. Non è un monumento, non è un museo e nemmeno un'attrazione costruita per chi visita la città: è un servizio pubblico che conserva una tradizione vecchia di secoli.
Attraversare il Canal Grande a bordo di una gondola, pagando pochi euro e condividendo il breve viaggio con residenti e lavoratori, significa vivere un'esperienza autentica, identica a quella che i veneziani compiono da centinaia di anni.
Quando i ponti erano pochi
Oggi attraversare il Canal Grande è semplice grazie ai ponti che collegano le due rive. Ma per gran parte della storia di Venezia non era così. Fino all'Ottocento esisteva soltanto il Ponte di Rialto. Gli altri grandi ponti sarebbero arrivati molto più tardi: quello degli Scalzi nel 1934, quello dell'Accademia nella forma attuale nel Novecento e il Ponte della Costituzione soltanto nel 2008.
Per questo motivo, nei secoli della Serenissima, il Canal Grande veniva attraversato principalmente con i traghetti. Erano numerosi punti di passaggio distribuiti lungo tutto il percorso del canale e costituivano una parte fondamentale della mobilità cittadina.
Il Traghetto di San Tomà era uno dei più importanti perché collegava due zone molto frequentate della città, mettendo in comunicazione il sestiere di San Polo con quello di San Marco.
Dove si trova
L'imbarco di San Tomà si trova nei pressi dell'omonimo campo, nel sestiere di San Polo. Sulla riva opposta si raggiunge la zona di Sant'Angelo, nel sestiere di San Marco.
Questo collegamento permette di evitare un lungo percorso a piedi fino al Ponte di Rialto o al Ponte dell'Accademia, facendo risparmiare tempo a residenti, studenti, commercianti e visitatori. Per chi conosce Venezia, il traghetto rappresenta ancora oggi una scorciatoia preziosa.
Una gondola diversa
La gondola utilizzata per il traghetto non è quella elegante destinata alle passeggiate turistiche. Si tratta della gondola da parada, più larga e stabile, progettata per trasportare numerosi passeggeri in completa sicurezza.
La sua forma facilita l'imbarco e lo sbarco continuo delle persone durante tutta la giornata. L'imbarcazione mantiene comunque l'eleganza tipica della gondola veneziana, con la prua asimmetrica e il caratteristico ferro che bilancia il peso dello scafo.
Due gondolieri al lavoro
A differenza della classica gondola turistica, il traghetto viene condotto da due gondolieri. Uno si trova a poppa e governa l'imbarcazione, mentre l'altro rimane a prua e contribuisce alla manovra, soprattutto durante l'attraversamento e nelle fasi di attracco.
Lavorano in perfetta sintonia, con movimenti precisi che sembrano quasi una danza. Ogni gesto è frutto dell'esperienza e della conoscenza delle correnti del Canal Grande, del traffico acqueo e delle condizioni della marea. Osservarli è già uno spettacolo.
Un viaggio di pochi minuti
L'attraversamento dura appena uno o due minuti: il tempo necessario per salire a bordo, lasciare la riva, attraversare il canale tra vaporetti, taxi acquei e imbarcazioni private e attraccare sull'altra sponda.
È un tragitto brevissimo ma intenso. Durante quei pochi istanti si gode una prospettiva unica sul Canal Grande, diversa da quella offerta dai ponti o dai vaporetti.
La tradizione di viaggiare in piedi
Per secoli i veneziani hanno attraversato il Canal Grande restando in piedi. Era il modo più rapido per salire e scendere dall'imbarcazione senza rallentare il servizio.
Ancora oggi molti residenti mantengono questa abitudine, dimostrando un equilibrio sorprendente anche quando la gondola oscilla leggermente. Chi visita Venezia per la prima volta preferisce spesso sedersi. I gondolieri sono abituati a entrambe le situazioni e aiutano con naturalezza chiunque salga a bordo.
Un servizio pubblico
Il traghetto non è una corsa panoramica: non occorre prenotare e non si parte a un orario preciso. La gondola attraversa il canale ogni volta che sono presenti passeggeri, rendendo il servizio continuo durante gli orari di apertura.
Il costo è molto contenuto proprio perché si tratta di un servizio destinato principalmente alla mobilità cittadina.
Una tradizione sopravvissuta ai secoli
Nel periodo della Serenissima esistevano decine di traghetti distribuiti lungo il Canal Grande. Con la costruzione dei nuovi ponti molti di essi scomparvero: alcuni furono chiusi perché non più necessari, altri perché il numero dei passeggeri diminuì progressivamente.
Il Traghetto di San Tomà, invece, ha continuato a svolgere il proprio servizio, diventando uno dei simboli della Venezia quotidiana. È la dimostrazione che alcune tradizioni rimangono vive non perché vengono conservate come reperti del passato, ma perché continuano a essere utili.
Un'esperienza autentica
Molti visitatori spendono cifre importanti per una romantica passeggiata in gondola. Pochi scoprono che possono vivere un'autentica esperienza veneziana attraversando il Canal Grande insieme ai residenti.
Non ci sono canti, spiegazioni o itinerari turistici. C'è soltanto Venezia, quella vera: il rumore dell'acqua contro lo scafo, le remate dei gondolieri, le facciate dei palazzi che scorrono lentamente e il continuo movimento del Canal Grande.
Sono pochi minuti che raccontano molto più di tante visite guidate e che restano impressi nella memoria.
Curiosità
- Il traghetto utilizza una gondola da parada, più larga rispetto alla gondola tradizionale.
- È uno dei pochi traghetti storici ancora attivi sul Canal Grande.
- L'attraversamento dura generalmente meno di due minuti.
- L'imbarcazione viene condotta contemporaneamente da due gondolieri.
- Molti veneziani continuano ad attraversare il canale rimanendo in piedi.
- Il traghetto è utilizzato quotidianamente anche da studenti e lavoratori.
- Nelle giornate di acqua alta può rappresentare un percorso pratico per attraversare il Canal Grande.
Un piccolo viaggio nella storia
Il Traghetto di San Tomà dimostra come Venezia riesca ancora oggi a conservare il proprio passato senza trasformarlo in una semplice attrazione.
Ogni attraversamento è il proseguimento di una storia iniziata molti secoli fa: le stesse acque, gli stessi gesti e la stessa necessità di passare da una riva all'altra.
In una città che cambia continuamente con il ritmo delle maree, il Traghetto di San Tomà continua a fare ciò che ha sempre fatto: unire due sponde del Canal Grande, ricordando che la vera anima di Venezia vive soprattutto nelle sue tradizioni quotidiane.



