Quella sera la mostra non si teneva in galleria.
 
Per l’occasione, Sebastiano aveva scelto uno spazio fuori dal tempo:
Palazzo Nani Bernardo, affacciato sul Canal Grande.
 
Il vero segreto, però, non era nelle stanze.
Era nel giardino. Un giardino all’italiana, chiuso da mura antiche.
Rose rampicanti, gelsomini, bignonie e pittospori:
piante che sembravano stringersi alle pietre con urgenza.
 
Come se il tempo le stesse portando via.
La luce cadeva da sotto, non dall’alto.
Non illuminava.
 
Svelava.
 

Copertina del romanzo Il tuo gatto è dentro il mio giardino

Brano tratto dal romanzo “Il tuo gatto è dentro il mio giardino”  → Scheda del libro

 

Dal romanzo alla storia

Nel romanzo, Palazzo Nani Bernardo diventa il luogo di una mostra sospesa tra arte e inquietudine. Sebastiano sceglie il palazzo per presentare le opere di Selva Quintero, ma il vero protagonista della scena non è il grande salone: è il giardino.

La vegetazione, le sculture, i sentieri e la luce del tramonto costruiscono un ambiente nel quale ciò che appare elegante e armonioso nasconde una tensione sottile. Le opere sembrano emergere dalla terra, mentre il giardino acquista una presenza propria, come se osservasse gli invitati e custodisse qualcosa che non vuole ancora rivelare.

Dietro questa atmosfera narrativa esiste un luogo reale: una dimora veneziana del Cinquecento affacciata sul Canal Grande, ancora privata e abitata, con uno dei giardini storici più suggestivi della città.

 

Palazzo Nani Bernardo

La dimora sul Canal Grande che nasconde un giardino segreto

A Venezia i palazzi mostrano quasi sempre il loro volto più importante all’acqua. Le facciate si affacciano sui canali come grandi quinte teatrali, concepite per essere osservate arrivando in gondola o in barca.

Palazzo Nani Bernardo segue questa tradizione, ma possiede anche una seconda anima. Dietro le stanze nobiliari e il fronte monumentale rivolto al Canal Grande si apre infatti un lungo giardino all’italiana, invisibile a chi attraversa normalmente la città.

È proprio questo contrasto tra la dimensione pubblica del palazzo e l’intimità del giardino a renderlo un luogo speciale: una residenza legata alla grande storia di Venezia che continua, nello stesso tempo, a conservare la riservatezza di una casa privata.

Una dimora del Cinquecento

Palazzo Nani Bernardo fu costruito intorno alla metà del Cinquecento per la famiglia Bernardo, durante il periodo di passaggio tra il Rinascimento e il Barocco.

Il progetto viene attribuito ad Alessandro Vittoria, scultore e architetto trentino attivo a Venezia e legato alla grande tradizione artistica della città.

La costruzione nacque come residenza nobiliare e conserva ancora oggi l’equilibrio tipico dell’architettura rinascimentale veneziana: una facciata compatta e regolare, organizzata su un piano terreno, due piani nobili e un sottotetto.

Dove si trova

Palazzo Nani Bernardo si trova nel sestiere di Dorsoduro, affacciato sul Canal Grande, tra Ca’ Rezzonico e Ca’ Foscari.

La sua posizione permette di osservare il movimento continuo delle gondole, dei taxi acquei e dei vaporetti, mantenendo nello stesso tempo una sorprendente sensazione di riservatezza.

L’ingresso principale dall’acqua ricorda che, per secoli, il Canal Grande non rappresentava il retro degli edifici, ma la principale via di accesso alle dimore patrizie.

La facciata sul Canal Grande

La facciata presenta una composizione tipicamente rinascimentale, caratterizzata da proporzioni regolari e da una forte simmetria.

In origine alcune parti dell’edificio erano decorate con affreschi e motivi ornamentali. Oggi ne restano soltanto piccoli frammenti, tracce di un’immagine più ricca che il tempo ha progressivamente cancellato.

All’altezza del secondo piano sono visibili due stemmi settecenteschi collocati tra le finestre. Il fronte del palazzo conserva così i segni delle famiglie e delle epoche che hanno attraversato la sua storia.

L’ingresso dall’acqua

La porta affacciata sul Canal Grande conduce verso l’interno della dimora e verso l’ampio scalone che permette di raggiungere i due piani nobili.

Nei palazzi veneziani, l’arrivo dall’acqua non rappresentava semplicemente un ingresso. Era una vera cerimonia: la gondola si avvicinava, il portone veniva aperto e l’ospite entrava lentamente nel mondo della famiglia che abitava l’edificio.

Ancora oggi la porta d’acqua ricorda che il Canal Grande era la principale strada della città e il punto di accesso più importante alle residenze nobiliari.

Il giardino segreto

Il vero elemento sorprendente di Palazzo Nani Bernardo si trova sul lato opposto al Canal Grande.

Verso la fine del Settecento alcune costruzioni poste dietro il palazzo furono demolite per creare un nuovo giardino all’italiana. Questa trasformazione diede all’intero complesso l’impostazione armonica che conserva ancora oggi.

Il giardino si sviluppa in profondità ed è protetto dalle mura che lo separano dalle calli e dagli edifici circostanti.

La sua presenza ricorda che Venezia non è composta soltanto da pietra e acqua. Dietro molte facciate esistono corti, orti, alberi e spazi verdi che raramente possono essere osservati dalla strada.

Rose, gelsomini e alberi secolari

Rose rampicanti, gelsomini, bignonie e pittospori ricoprono il muro di cinta, creando colori e profumi differenti con il passare delle stagioni.

Sul fondo del giardino si trovano un piccolo orto e una zona alberata, cresciuta sopra una collinetta che in passato ospitava una ghiacciaia.

Questa vegetazione crea una barriera naturale rispetto alle costruzioni circostanti e offre l’illusione che il paesaggio continui oltre le mura.

Il contrasto è sorprendente: a breve distanza si muovono residenti, studenti e visitatori, mentre nel giardino il tempo sembra rallentare.

La grande palma

Nel giardino si innalza anche una grande palma, considerata una delle più alte e conosciute di Venezia.

La pianta è sopravvissuta anche alla straordinaria acqua alta del novembre 2019, quando la marea penetrò nel giardino attraverso la porta d’acqua.

La sua presenza rappresenta quasi un simbolo della capacità veneziana di resistere: una pianta esotica, cresciuta tra palazzi e canali, che ha attraversato il tempo e le maree continuando a dominare lo spazio verde.

Una casa ancora abitata

Palazzo Nani Bernardo non è un museo tradizionale. È una dimora privata e rappresenta un raro esempio di residenza nobiliare veneziana ancora abitata.

Questa continuità permette al palazzo di conservare una caratteristica sempre più rara: non appare come un edificio fermato nel passato, ma come una casa storica che continua a vivere.

Le sale e il giardino vengono utilizzati anche per mostre, concerti, ricevimenti ed eventi privati.

I piani nobili

I piani nobili sono organizzati attorno a grandi saloni centrali dai quali si accede agli ambienti laterali.

Le stanze conservano decorazioni, arredi e testimonianze appartenenti a epoche differenti. La disposizione permette di separare oppure unire gli ambienti in base agli eventi ospitati.

Il rapporto tra i grandi saloni, le stanze più raccolte e l’affaccio sul Canal Grande restituisce ancora oggi l’atmosfera delle antiche dimore veneziane.

Il palazzo e l’arte contemporanea

Gli edifici storici di Venezia vengono spesso utilizzati per ospitare opere contemporanee. Il contrasto tra gli ambienti antichi e i linguaggi moderni crea un dialogo particolare: il palazzo non diventa soltanto uno sfondo, ma parte dell’opera stessa.

Nel romanzo questo rapporto è centrale. Le creazioni di Selva Quintero vengono collocate nel giardino perché la luce, la vegetazione e le mura permettono loro di trasformarsi con il passare delle ore.

Il vernissage comincia mentre il giorno sta per spegnersi. Le opere emergono lentamente dal buio, illuminate dal basso, mentre il giardino sembra trattenere il respiro.

Il luogo reale e quello narrativo finiscono così per sovrapporsi: il palazzo conserva la propria storia, mentre il romanzo gli affida nuove ombre, nuovi personaggi e nuovi segreti.

Curiosità

  • Palazzo Nani Bernardo si trova nel sestiere di Dorsoduro.
  • Si affaccia sul Canal Grande tra Ca’ Rezzonico e Ca’ Foscari.
  • Fu costruito intorno alla metà del Cinquecento per la famiglia Bernardo.
  • Il progetto viene attribuito ad Alessandro Vittoria.
  • La facciata era originariamente decorata con affreschi e motivi ornamentali.
  • Il palazzo possiede due piani nobili.
  • Il giardino all’italiana fu realizzato nel Settecento.
  • Nel giardino crescono rose rampicanti, gelsomini, bignonie e pittospori.
  • La collinetta sul fondo ospitava un tempo una ghiacciaia.
  • La dimora è ancora privata e abitata.
  • Nel romanzo il giardino ospita una mostra delle opere di Selva Quintero.

Un luogo tra acqua e giardino

Palazzo Nani Bernardo racchiude due immagini apparentemente opposte di Venezia.

Da una parte c’è il Canal Grande, con il movimento continuo delle barche, le facciate monumentali e la dimensione pubblica della città.

Dall’altra c’è il giardino, protetto dalle mura, silenzioso e quasi invisibile.

Tra questi due mondi il palazzo continua a vivere, conservando la propria storia senza trasformarsi completamente in un monumento.

È forse questo il suo fascino più autentico: ricordare che dietro le facciate di Venezia esistono ancora luoghi privati, memorie familiari e giardini segreti nei quali il tempo sembra avanzare con un ritmo diverso.

→ Scopri gli altri luoghi del romanzo

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